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martedì 30 dicembre 2014
domenica 21 dicembre 2014
Donne del Viola Club Saharawi: grande "energia" di Pace e Speranza
Dal ricordo di Luca Toni con i suoi "Toni e furmini" del Viola Club Kathmandu, eccoci un'altra volta a passare dalle più alte montagne del mondo, alle terre più aride. Ancora con lo Sport e con i suoi messaggi più nobili che per noi sono rappresentati dal motto "SPORT in PEACE" che uniscono gli amici del Nepal a quelli del deserto del Viola Club Saharawi.
Già un anno è passato dall'ultimo viaggio e quella "tappa" che vide la sua nascita (18 dicembre 2013) e di allora riproponiamo oggi molto volentieri questi brevi attimi di saluto carichi di una straordinaria "energia".
Un saluto al "femminile" di qualche insegnante della Scuola "Walda Muhamed Ali" di Auserd, ideale sede dello stesso Viola Club (e non solo).
... ancora con maggiore forza ed entusiasmo per l'immutabile desiderio di risoluzione con Pace e Speranza.
NAMASTE'!
martedì 16 dicembre 2014
Domenica il suo 300° gol, ma i "furmini" di Luca Toni sono arrivati anche in Nepal!
Lo scorso anno con "Ishalaya" e la tappa del torneo di calcetto "Amico Francesco", anche il calcio e la Fiorentina è stato in qualche modo protagonista nelle terre dell'Himalaya, ma non per la prima volta...Forse non tutti sanno (o ricordano) che del calciatore Luca Toni (adesso nel Verona ma allora nella Fiorentina) si parlò molto anche in Nepal, appunto, tra l'inverno 2005 e la successiva estate, quella del "mondiale" 2006.
La scorsa domenica ha segnato il suo gol n° 300 in carriera, ma in quel periodo, a celebrare le sue prodezze, a Firenze fu girato e coniato per lui il famoso "Toni e... furmini".
L'Associazione Centro Coordinamento Viola Club mi affidò anche alcune magliette da dare poi a quelli che sarebbero divenuti i primi aderenti della sezione "junior" proprio del Viola Club Kathmandu che nacque ufficialmente il
5 dicembre 2005.
NAMASTE'!
(con le semplici istruzioni per... aderire!)
mercoledì 3 dicembre 2014
Il Popolo Saharawi e la delegazione del senatore Stefano Vaccari, Roma ed il caro Lelio Giachetti
Dal "presidente" Sandro Volpe riceviamo questo comunicato stampa diffuso dall'Agenzia ASCA...
La riprendo molto volentieri. E specialmente oggi...
Ma del gruppo che raggiunse Roma quel giorno da Sesto Fiorentino, c'era anche un amico che ha attraversato tanti momenti della mia vita (ed anche in "tappe" precedenti): Lelio Giachetti.
Quel giorno di Roma, con lo stesso Sandro, e Pierluigi, e la "presidente" Fatima, rimarrà l'ultimo in cui ci siamo incontrati e scambiati qualche parola...
Nelle ultime ore, ho infatti appreso che Lelio se n'è andato, per l'ultima sua tappa... Anche lui, in questo 2014...
Ma la storia (anche questa!), di riunioni, incontri e telefonate, sarebbe assai lunga! E questo vuole essere oggi un semplice saluto: a Lelio e magari anche ad un "sogno" di risoluzione Saharawi legato alla missione della delegazione parlamentare di queste ore ed al ricordo di quel giorno di giugno.
Ciao Lelio... e ricordati di salutarmi Mauro!
mercoledì 26 novembre 2014
Nel giorno 30 del mese di Kartik (কার্ত্তিক) dell'anno 2055 del calendario Vikram: una "conquista" su antiche strade...
Anche se "Per le antiche strade del futuro" (con il contributo del "piccolo" Dario) non fu il documentario del mio primo Nepal, quello del 1985. Il mio prim o viaggio in Nepal nacque grazie ad un personaggio che ha indubbiamente segnato la mia esperienza: Giovanni Cecconi. Ed a un trekking che aveva organizzato verso il Campo Base Annapurna, il Santuario... (che in bicicletta raggiungerò "solo" nell'inverno 1999/2000).
Per le antiche strade è il nome del primo video-documentario "serio" relativo alla mia prima traversata del Nepal, da Kodari/Tibet a Sanauli/India, nel 1989...
A seguire il commento che introduce l'articolo del Kathmandu Post al rientro dalla conquista del lago più alto del mondo da poco inserito anche nello spazio Ciclisti Per Caso su "fb":
"The Kathmandu Post" - Kartik 30, 2055
Ce ne sarebbero ancora... ma penso opportuno concludere la rassegna stampa nepali con quest'articolo uscito il giorno 30 del mese di KARTIK (কার্ত্তিক) dell'anno 2055 del calendario Vikram...
Che poi sarebbe stato il 16 novembre 1998: "56 anni e mezzo" avanti al nostro!
Anche a bordo di una bicicletta Shuttle (quasi) spaziale dopo una straordinaria "conquista", la sensazione è stata sempre la stessa, dello scorso anno come del prossimo viaggio, un rinnovarsi continuo di ciò che avvertii da subito, nel mio "primo" Nepal del 1985: trovarmi "sulle antiche strade del futuro"...
Per le antiche strade è il nome del primo video-documentario "serio" relativo alla mia prima traversata del Nepal, da Kodari/Tibet a Sanauli/India, nel 1989...
A seguire il commento che introduce l'articolo del Kathmandu Post al rientro dalla conquista del lago più alto del mondo da poco inserito anche nello spazio Ciclisti Per Caso su "fb":
"The Kathmandu Post" - Kartik 30, 2055
Ce ne sarebbero ancora... ma penso opportuno concludere la rassegna stampa nepali con quest'articolo uscito il giorno 30 del mese di KARTIK (কার্ত্তিক) dell'anno 2055 del calendario Vikram...
Che poi sarebbe stato il 16 novembre 1998: "56 anni e mezzo" avanti al nostro!
Anche a bordo di una bicicletta Shuttle (quasi) spaziale dopo una straordinaria "conquista", la sensazione è stata sempre la stessa, dello scorso anno come del prossimo viaggio, un rinnovarsi continuo di ciò che avvertii da subito, nel mio "primo" Nepal del 1985: trovarmi "sulle antiche strade del futuro"...
mercoledì 12 novembre 2014
Forlì: il San Martino di Claudia con Limam Boisha, poeta Saharawi
Anche il primo San Martino "scolastico" (fino ad ieri lo aveva sempre festeggiato come patrono) di Claudia è stato assai particolare!
Da autentica "CICLISTAperCASO-universitaria" non ha infatti mancato un doppio appuntamento con il poeta del Popolo Saharawi Limam Boisha: al mattino in facoltà, alla sera in una libreria del centro.
Questo lo "scarno" comunicato stampa:In collaborazione con Arci Comitato di Forlì, Rayuela Edizioni e Festival della Letteratura di Milano, annunciamo la prima tappa di un percorso volto a diffondere la cultura del Sahara Occidentale in Italia. In compagnia di Limam Boisha, scrittore saharawi, e Milton Fernández, della Rayuela Edizioni, presentiamo un'opera cardine della letteratura contemporanea del Sahara Occidentale. Usi, costumi e speranze di un popolo in esilio forzato da quasi 40 anni, si fanno prosa e verso e ci accompagnano in un viaggio alla scoperta di una cultura altra, sconosciuta ai più, eppure strettamente vincolata alla storia dell'occidente europeo.
Eccola!
18 novembre: una settimana dopo...
Anche se fisicamente ero a scuola, questo San Martino mi ha riportata
“spiritualmente” in uno dei posti più incredibili che abbia mai visto: il
deserto.
Questo è potuto accadere grazie all’incontro con Limam Boisha, poeta Saharawi
.
Durante il suo intervento, nella
lezione di traduzione al mattino come alla presentazione di un suo libro della sera, e tradotto proprio da
una studentessa della mia facoltà, sono venuta a conoscenza di progetti che
mi sono sembrati utili per la causa del popolo Saharawi.
La “Generación de la Amistad saharaui”, di cui Limam fa
parte, mi ha fatto venire subito in mente anche qualcos'altro che mi ha toccato
particolarmente il cuore durante la mia esperienza scolastica precedente: Federico
García Lorca, con tutto il suo impegno verso quelli che nella sua società erano
considerati gli ultimi, e il rapporto di amicizia che lo legava ad altri
scrittori che, come lui, hanno vissuto i tragici anni della guerra civile
spagnola.
Quello che mi ha colpito di più delle parole di Limam è
stata la passione che coloro che fanno parte della Generación hanno per la lingua spagnola,
nonostante la Spagna abbia avuto, in passato, notevoli responsabilità in quella
che è la loro situazione attuale e che ancora oggi sia al centro di questioni
non del tutto chiare. Ma questa lingua dà maggiori possibilità di farsi
conoscere nel mondo, ed è questo l’importante per loro.
Mi è sembrato molto
bello anche il proposito di questi scrittori: cercare sì di far conoscere il
loro popolo, ma soprattutto negli aspetti che riguardano la sua cultura.
Credo
davvero che sia un intento straordinario perché, pensando all'esperienza che ho
avuto la fortuna di vivere più di due anni e mezzo fa, le emozioni che ho
provato durante quel viaggio sono state molto legate alla scoperta di quella
che era ed è una cultura totalmente diversa da quella che mi circonda.
Ma non solo...
Sempre per la "sua" facoltà universitaria e sempre grazie all'incontro con Limam, in questi giorni Claudia si è trovata anche a tradurre un'articolo di Rosa Montero.
Una storia ed una "vergogna" che riguarda una donna saharawi: Zahra Abdallahi Lefdil.
Una storia ed una "vergogna" che lo stesso Limam conosce assai bene ma che si è astenuto dal commentare: Zahra è sua moglie...
(Cliccando su queste righe andrete proprio alla "traduzione" originale...)
Un po' dell'esperienza con Claudia con il popolo Saharawi:
- OLYMPIC SOFTBALL: dai campi profughi di Tindouf (Mijek)
- Una "partita" veramente olimpica! (dal TGR Rai)
- Premio EDOARDO MANGIAROTTI 2013: una "menzione" per il progetto nel deserto
| Claudia: CICLISTIperCASO a Forlì... |
sabato 1 novembre 2014
Da "I giorni di Tilicho 1998": la sacra Muktinath
![]() |
| Upasana Malla, Marco Banchelli e Jeetbhadur Magar a Muktinath con la bandiera dell'Europa |
E' una specie di piccola galleria fotografica (a cui sicuramente si aggiungeranno anche altre immagini), per avere un'idea di quel sacro e quell'azzurro che accompagnò quella fortunata esperienza del 1998...
E dato che ci sono, ne approfitto anche per ritornare su un pensiero su religioni e "cambiamenti" che in questa giornata e in questi tempi di tante confusioni mi pare particolarmente indicato.
Mi piacerebbe anche conoscere al riguardo qualche vostro pensiero e magari anche aprire una specie di dibattito, confronto... ci mancherebbe!
E naturalmente,
Buona Festa di Ognissanti a TUTTI!
... l'avvicinarsi ad una religione e ad una filosofia
come a presunte e definitive esperienze salvifiche:
più grande ne è il "bisogno",
più il rischio di sbagliarsi e confondersi
è assai più che probabile,
è assai più che probabile,
quasi certo...
Alla Via, alla Verità, a Dio, come all'Illuminazione,
alla Preghiera come alla Meditazione
o comunque alla visione più chiara della Vita,
si comincia ad avvicinarsi quando,
in ciò che cercavi,
ti imbatti o ti incontri
in un momento che non cerchi,
in cui non ci pensi,
o stai talmente "bene"
che quasi credi di non averne il bisogno...
Ed inizi a comprendere,
a sentirti più forte e sicuro, migliore.
Ma non siamo stati noi a scegliere...
Noi siamo gli "scelti"!
Il nostro compito è solo il "riconoscere",
e farsi avvolgere,
e accompagnare.
Anche se talvolta il "cammino" potrà sembrare arduo
o l'ostacolo che avrai di fronte insuperabile.
La "destinazione" ne vale assolutamente la pena:
Anche se talvolta il "cammino" potrà sembrare arduo
o l'ostacolo che avrai di fronte insuperabile.
La "destinazione" ne vale assolutamente la pena:
essere in sintonia con l'Assoluto ed il Supremo
come con noi stessi e TUTTI gli Altri...
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